martedì, maggio 31, 2011

Stuck in Copenaghen

Dunque, avrei voluto aggiornare il blog con le varie news con calma a Biella, ma vista la situazione e le 5 ore di attesa che ho davanti ho pensato che fosse bene scrivere un pò quanto capitato oggi.

Stamane sveglia alle 7:00, il mio volo parte alle 9:20. Mentre sono sotto alla doccia sento squillare il campanello. Quando esco Vale mi informa che “era Fabio che volevo dirti che è andato all’aeroporto ad accompagnare il suo amico e ha visto che il volo per Milano è cancellato”. Come un disperato mi avvento sul pc per controllare in rete… dagli aggiornamenti in tempo reale tutto sembra essere a posto.

Julia, appena sveglia, mi prepara un sandwich al Philadelfia; impacchetto le mie ultime cose e io e Vale ci dirigiamo verso la fermata del bus per andare in aeroporto.

Giunto li tutto sembra regolare. Una tipa con non so quale problema rimane 20 minuti al desk del check-in a parlare con l’addetta… comincia a formarsi una coda tale che sono costretti ad aprire un altro desk. Imbarcato il bagaglio e andiamo a fare colazione al bar.

Sono gli ultimi minuti assieme… io & lei… sigh! Ma è ora di oltrepassare i controlli di sicurezza. Tutto procede senza problemi: l’ultimo saluto, il metal detector, ancora un bacio distante e via, in attesa dell’imbarco.

Con precisione nordica alle 9:20 l’aero stacca i carrelli da terra; tempo 10 minuti di volo “senza cinture di sicurezza” ed incomincia già la discesa.

Atterriamo in aeroporto a Copenaghen… e qua incomincia il bello. Entro nel terminal e comincio a cercare il cartello per il “baggage claim”; seguo le indicazioni e mi ritrovo in una sala con i nastri… ma i monitor mostrano solo provenienze internazionali. Mi sorge un dubbio… nel panico domando al banco informazioni dove sia il mio bagaglio.

“Questo è il terminal 2, quello degli arrivi internazionali, il suo bagaglio verrà consegnato al terminal 1, dove SAREBBE dovuto atterrare il suo aereo…”. Mooooolto bene, ho circa 1h e 40 min prima che parta il volo per Milano dal terminal 2 (dove mi trovo)… peccato che il bagaglio sia al terminal 1!

Raggiungo la pensilina per prendere la navetta gratuita… attendo… attendo… finalmente arriva! 5 minuti e sono a destinazione; ecco il mio bagaglio! Esco ma il bus è già ripartito… 15 minuti di attesa prima che passi il prossimo… questa volta l’efficienza nordica di cui parlavo prima ha toppato in pieno!

Eccolo arrivare! Appena giunto al terminal 2 mi fiondo ai check-in automatici; la ragazza delle informazioni mi comunica che il mio bagaglio non è più imbarcabile e che devo pertanto rivolgermi al desk principale per vedere se ci sono ancora delle possibilità.

La gentilissima signora del desk fa di tutto per aiutarmi: arriva un addetto pronto a ritirare il mio bagaglio da imbarcare; peccato che mi dica “il suo gate chiude fra 5 min, e da qui al gate sono 20 min a piedi… dubito che ce la potrebbe fare”.

Affranto torno dalla gentile signora che però in quel momento è occupata. Mi rivolgo allora alla sua collega, la quale è cortese e gentile quanto un dito ficcato su per il culo con un sorriso =)

Mi comunica che ho due opzioni:

  1. pagare 60 € di penale e spostare il mio volo a domani
  2. acquistare un altro biglietto con un’altra compagnia

Opto per la seconda, ma l’unica cosa che è in grado di dirmi è che “si c’è un volo per Milano oggi pomeriggio”, “Ah si? E quanto costerebbe?” le chiedo; “Non lo so, deve andare al desk della SAS al terminal 3”.

Ridendo le chiedo “Al terminal 3?!?!?! (un altro terminal?!)”; alla sua risposta “Certo al terminal 3, cosa c’è da ridere?” mi viene voglia di risponderle “C’è da ridere che hai una faccia da culo…”.

Ci penso allora un pò su… prendere o non prendere un altro volo? Mi metto a cercare con il melafonino su internet i prezzi e quando leggo 460 € per Copenaghen-Milano con scalo a Parigi penso che mi costerebbe meno dormire in aeroporto!

Opto allora per l’opzione numero 1. Pertanto al momento mi ritrovo in quel dell’aeroporto di Copenaghen, all’interno di un pub all’inglese dove servono sti hamburger pieni di cipolla e salsa d’arrosto che si riescono a mangiare solo con le posate… chissà come andrà a finire?!

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mercoledì, maggio 25, 2011

Göteborg – Day 3

P1010461Ultimo giorno di Svezia; facciamo colazione con le cose acquistate alla LIDL la sera precedente e impacchettiamo le nostre borse. Il traghetto partirà alle 18:30 quindi abbiamo ancora quasi una giornata davanti.

Ci dirigiamo come di consuetudine verso il centro, abbiamo in programma di fare una giro sulla ruota panoramica e al pomeriggio andare al parco divertimenti di Liseberg. Tira un vento terribile, ma per lo meno il cielo è limpido oggi. Facciamo un giro nel centro commerciale, io devo trovare una cover in silicone per il mio iPhone e Vale vuole dare un’ultima occhiata ai negozi.

Verso le 11:00 ci dirigiamo alla base della ruota panoramica e rimaniamo in attesa delle altre ciospe che nel frattempo erano andate per i fatti loro.

Quando finalmente giungono andiamo alla biglietteria dove ci viene comunicato che a causa del forte vento la ruota sarebbe rimasta chiusa a tempo indeterminato.

Andiamo allora a visitare il Museo Navale (o come diavolo si chiama, sinceramente non me lo ricordo) composto da una serie di barche militari e civili attraccate a riva.

P1010475Come prima cosa andiamo a visitare un vero e originale U-Boat risalente alla seconda guerra mondiale. Il solo scendere al suo interno dal bocchettone mi fa venire un leggero brivido lungo la schiena al pensiero che delle persone hanno vissuto in quegli spazi angusti per degl’anni!

All’interno infatti tutti i passaggi, i corridoi e le aree sono di dimensioni ridottissime; aleggia nell’aria un odore di “militare vecchio” che ho riscontrato anche in un sacco di oggetti bellici originali che ho a casa. Vediamo la sala radio, la zona di pilotaggio, la camera del capitano, la cucina, la sala siluri dove “viveva” anche l’equipaggio.

Usciamo da quella trappola per topi e saliamo su un vecchio Distruttore della marina militare svedese; nonostante le dimensioni molto maggiori rispetto al sottomarino, anche il distruttore è caratterizzato da passaggi e scale molto stretti.

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Visitiamo ancora una barca che si occupava di segnaletica in mare (niente di che sinceramente…) e torniamo alla ruota panoramica nella speranza che si possa salire.

P1010524Risposta affermativa! Quindi paghiamo, attediamo qualche minuto e finalmente ci fanno salire. Il vento è comunque sempre molto forte; scattiamo qualche foto del panorama che da quell’altezza è fantastico finchè rimaniamo bloccati per circa un minuto nel punto più alto.

Ricomincia la discesa, arriviamo a terra e Filippa, una delle addette, ci comunica che a causa del forte vento devono chiudere la ruota ma che comunque i nostri soldi ci verranno rimborsati.

“Che culo” pensiamo “ci siamo fatti un giro gratis!”; Filippa nel frattempo deve compilare un modulo… in assenza di piani d’appoggio le propongo molto gentilmente di usare la mia schiena per i suoi scopi… Vale mi lancia un mezzo fulmino, ma le spiego che lo faccio solo per loro e avere il rimborso!

Incassati i soldi andiamo in un negozio di dolci e caramelle

Poche caramelle da queste parti…

Con i soldi della ruota panoramica decidiamo di pagarci il pranzo da P1010529Burger King. Finito di abbuffarci come vacche giunge la tanto attesa ora: parco divertimenti Liseberg! Con la nostra Go Card abbiamo l’ingresso gratuito, ma sfortunatamente per fare le giostre si paga. Io e le fanciulle ad eccezione di Vale compriamo i ticket per fare le montagne russe, che hanno la caratteristica di essere in legno e avere vinto per due volte il premio come migliori montagne russe al mondo.

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20 minuti in coda ben spesi, la discesa è veramente una figata!

Torniamo a terra ancora adrenalinici e io mi metto in coda per fare il Canon, un roller coaster con catapulta magnetica e 2 loop di fila… anche qua 20 minuti di coda per 30 secondi (contati) di giro! Scendo con lo stomaco un pò scombussolato ma comunque soddisfatto.

P1010548Facciamo ancora due passi all’interno del parco, finchè giunge l’ora di andare a raccattare il nostro bagaglio e dirigerci verso l’imbarco per il traghetto. Prima di giungere all’ostello ci fermiamo da SubWay per prendere dei panini per cena.

Arriviamo in porto con una buona mezz’ora di anticipo rispetto all’ora di imbarco. Il terminal è facilissimo da raggiungere e dopo una veloce coda al check-in saliamo finalmente a bordo. La nave nonostante abbia scaricato i passeggeri a bordo e caricato quelli nuovi in poco meno di 45 minuti è estremamente pulita e ordinata! Non certo come il traghetto Genova-Porto Torres di due estati fa… inoltre è molto più bella rispetto a quella usata per l’andata.

Assieme a noi si imbarca anche un esercito di ragazzini in gita (presumo anche loro di ritorno dal momento che molti li avevo visti al parco divertimenti poche ore prima), i quali come avvoltoi si lanciano sui divanetti del ristorante posto al ponte superiore rispetto a quello in cui siamo noi. Tempo che la nave si metta in moto e accendere le interminabili file di slot machine ed ecco che la marmaglia si avventa sulle macchinette per fare fuori gli ultimi soldi che si ritrovano ancora in tasca.

Quelli senza la passione per il gioco (cosa che mi ha lasciato a bocca aperta…) vanno invece nella boutique interna della nave… lasciatemi dire, in confronto quelle dei traghetti Moby o Tirrenia per i viaggi da 8 ore sono semplicemente R-I-D-I-C-O-L-E! Mi ricordo due anni fa da Genova a Porto Torres e ritorno la boutique rimaneva aperta per poco meno di un’ora e al suo interno era possibile comprare qualche rivista di gossip, fazzoletti di carta e confezioni da 4 di Topolino degl’anni “90, insomma, da vergognarsi!

Qua invece è un supermercato: si possono acquistare riviste, giornali, dolci, prodotti alimentari, bibite, alcolici di ogni genere e tipo, panini, caramelle, giocattoli, accessori per il telefonino, profumi, occhiali da sole, magliette… insomma una vera mecca per tutti i ragazzini in ritorno dalla gita con dei soldi che pesano in tasca!

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Arriviamo in porto verso le 10:00 in anticipo con i tempi; scarpiniamo fino alla macchina, impacchiamo tutto… e via… verso Aalborg!

martedì, maggio 24, 2011

Göteborg – Day 2

Passiamo la prima notte indenne; al mattino siamo pronti per una nuova giornata a spasso per la città.

Fuori splende il sole… io mi munisco di occhiali, giacchetta e sciarpa; tempo 15 minuti e comincia a piovere (sarà mica che anche in Svezia vige la regola del clima ballerino danese?!). Arriviamo in centro che non sappiamo bene cosa fare, ci imbuchiamo quindi in un centro commerciale dove troviamo un negozio vintage. Immediatamente ci scatta la lampadina in testa “negozio vintage = vestiti vecchi da hippy per il carnevale!”.

Vale raccimola un paio di pantaloni floreali mentre io riesco a trovare una fantastica camicia della Wrangler.
Soddisfatti usciamo dallo shopping mall e constatiamo che è uscito il imagesole! Si decide allora di fare il giro turistico della città a bordo di un bus scoperto; pessima idea… tempo 10 minuti e il sole sparisce coperto da una cortina di nuvole cattivissime, non abbiamo nemmeno il tempo di reagire che comincia a pioviginare; come degli imbecilli cominciamo a maledire il momento in cui abbiamo optato per il giro!

Il tempo non ci dà tregua con continui sprazzi di luce e di pioggerellina, l’unica costante in questa storia è il vento! Dopo 50 minuti di assideramento finalmente torniamo al punto di partenza e scendiamo da quell’infernale mezzo di tortura: tocchiamo il marciapiede ed ecco scendere il diluvio universale.

Con una veloce corsa attraversiamo un canale e ci infiliamo nel primo Mac Donalds che incontriamo, precedendo di qualche metro una comitiva di studenti arabi che da li a poco formeranno una coda inverosimile.

Terminato il pranzo abbiamo la prima idea furba della giornata: visitare il museo d’arte di Goteborg, che è al chiuso e riscaldato! Un paio di km a piedi ed eccoci immersi in questo piccolo dedalo di opere d’arte. Sfortunatamente non sono ne un appassionato ne tanto meno un “esperto” in materia… le uniche opere che riesco a riconoscere ed apprezzare sono dei quadi di Van Gogh, Picasso, Monèt e Mirò, per il resto non chiedetemi che non ne capisco una mazza!


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Usciamo che dal museo ed ecco li ad attenderci il solito meteo. Entriamo in un negozio di souvenirs indicato sulla mappa che ci hanno regalato in ostello… devono avere pagato molto bene per essere su quella mappa perchè oltre ad essere un buco con poca scelta di cose è anche molto ma molto caro!
Camminando in una delle vie principali (una volta inagibile in quanto area di giardini privati “all’inglese”) becchiamo un Hard Rock Cafè! Solite foto, non beviamo nemmeno un bicchiere d’acqua e Michela e Stefania si accontentano di comprare un paio di magliette.

Decisi a sfruttare a mille la nostra Go Card ci spariamo il terzo giroP1010453 turistico nell’arco di nemmeno 24 ore, questa volta in trenino. Scorrazziamo in lungo e in largo per il centro cittadino protetti da una cortina di plastica che impedisce all’acqua che piove da cielo di inzupparci da cima a piedi. Ascoltiamo per la terza volta la storia di Goteborg, i monumenti principali e bla bla bla bla… almeno abbiamo ammazzato un pò il tempo!

Incomincia ancora a grondare acqua, ci infiliamo quindi in un altro shopping mall, questo molto più mimetizzato dell’altro… ma anche molto ma molto ma molto più grande! Ci splittiamo in modo che ognuno possa dare un’occhiata a quello che preferisce (anche perchè immaginate… un uomo con 4 donne… che gioia fare shopping!!!).
Girovago senza meta per i negozi di elettronica e di abbigliamento maschile senza notare nulla di interessante se non le commesse (poco gnocche!) e le clienti…

Terminiamo la giornata che siamo letteralmente a pezzi; le donne in voglia di pizza decidono di tornare al pub della sera precedente per cena… e che pizza sia! Dal momento che in Italia sono solito consumare ogni domenica una pizza al prosciutto a questo giro opto per qualcosa di “esotico”: mexican pizza! Peperoncini gialli messicani, un pò di pomodoro, e tanta salsa piccante; accompagno il tutto con due birre medie e via… a nanna… in attesa dell’ultimo giorno in questa splendida landa svedese.

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lunedì, maggio 23, 2011

Göteborg – Day 1

La veglia suona come una fanfara militare alle ore 5:00 di lunedì mattina; fra mezz’ora dobbiamo essere pronti per partire, destinazione: Göteborg!

Anne passa in macchina per prendere me e Vale, oltre a noi tre ci sono anche Michela e Stefania. 45 minuti di macchina e giungiamo al porto di Frederikshavn pronti per il traghetto. Appena saliti a bordo penso ad altra voce “ho una fame tale che mi farei una colazione a base di uova, salsiccia, bacon e pane e burro. Nemmeno ci fosse il “genio della nave” intento ad ascoltarmi, al ponte numero 4 letto “Breakfast Buffet 9 €”; pago ed ecco il mio desiderio esaudito.

Il resto del viaggio lo passo sul ponte superiore con le 4 ciospe a prendere il sole e sonnecchiare.


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3 ore e qualcosa di viaggio ed ecco che ci troviamo all’ingresso di Göteborg, dall’insenatura al porto vero e proprio passiamo sotto a un enorme ponte che per poco non sfioriamo con la ciminiera del traghetto… una ventina di minuti e siamo giunti a destinazione.

Ci mettiamo immediatamente alla ricerca dell’ostello, che troviamo dopo circa 20 minuti di scarpinata in salita; si tratta del  Slottsskogens Youth Hostel, una struttura a 5 passi dal centro cittadino molto pulita ed accogliente nonchè ad un prezzo più che abbordabile.

Tempo di lasciare i bagagli e sbrigare le solite formalità e siamo già inimage pieno centro cittadino. Consiglio a tutti coloro che volessero visitare la città: fate la Gothengurg City Card con la quale potete accedere gratuitamente alla maggior parte delle attrazioni turistiche, viaggiare su tutti i mezzi di trasporto di terra e effettuare alcune visite in bus, traghetto o barca sempre in maniera “gratuita” (per due giorni la Card costa all’incirca 45 € ma vi posso assicurare che li vale tutti!).

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Dopo un pranzo da SubWay ci imbarchiamo su un piccolo mezzo fluviale per una visita guidata nel canale e nel fiume della città. Attraversiamo numerosi ponti, tra cui uno dove dobbiamo metterci seduti per terra per poterci passare sotto! La visita dura circa 50 minuti… ci vengono spiegate le origini di Göteborg e la sua posizione strategica per gli scambi marittimi, ci vengono mostrate le costruzioni principali come l’ultimo dei 4 cantieri marittimi, l’auditorium, il Museo Marittimo e quant’altro.

Grazie al cielo è una giornata fantastica, il sole risplende in alto ma tira un vento da Campionato Mondiale di Aquiloni.

Sulla nostra guida turistica leggiamo che è assolutamente imperdibile l’Universeum. Grazie alla nostra fantastica GO Card entriamo senza pagare una lira (anche perchè le lire non esistono più e qui comunque si utilizzano le Corone Svedesi), abbiamo appena due ore di tempo, ma dovremmo farcela. La prima parte è composta da una serie di giochi e test attinenti l’area del cervello; tra test e menate varie 45 minuti volano via come il vento.

Notiamo all’intero della struttura una gigantesca serra (e come non notarla visto che occupa 5 piani?!). L’ingresso è tipo quello delle banche: si apre la prima porta, entri, si chiude e si apre la seconda.
Veniamo immediatamente “lanciati” in una foresta tropicale, vi lascioimage immaginare: 45 gradi, umidità al 100% e… animali esotici a destra e manca! Incontriamo vari tipi di uccelli, uno più strano dell’altro.. delle scimmiette che giocano a rincorrersi e un caimano in quella che è una “palude” ricreata ad hoc.

Dopo 25 minuti di sauna gratuita usciamo da questa fantastica serra per entrare nella zona aquario, dove squali, tartarughe marine, pesci sega e altre specie a me ignote si cimentano in giravolte e capriole in una vasca che noi attraversiamo tramite un tunnel in plexiglass.
Non sto a raccontarvi il resto del giro all’interno dell’Universeum, che rimane comunque una tappa fissa per tutti i turisti che si avventurano per Göteborg.

Segue cena in un pub vicino all’ostello dove tutti e 5 ci spariamo dei sani hamburger con patatine alla paprika e birraccia alla spina…

Notte notte!

sabato, maggio 21, 2011

Skagen

Gita a Skagen; mattinata soleggiata, arriviamo in università che c’è 13già un gruppetto di persone raccolte. Pochi minuti di attesa ed ecco arrivare il pullman che si guadagna immediatamente l’appellativo di “bus-futuristico”.

Trascorro il viaggio dormendo, quindi non saprei descrivere propriamente il panorama che incontriamo. Dopo circa 2 ore di viaggio giungiamo nel porto di Skaen, o meglio… arriviamo proprio in città dal momento che porto e centro abitato uniti avranno un raggio di non 1, 2 km al massimo!

Ci viene consegnato un elenco di foto da scattare in modo da potere vincere la caccia al tesoro organizzata appositamente; tra le immagini da immortalare in gruppo spiccano:
  • la foto con un residente
  • la foto di un particolare hotel sito in zona
P1010194Becchiamo subito 4 “residenti” che muniti di birre già alle prime ore del giorno passeggiano tranquillamente per il porto. Chiediamo se sono della zona, e, alla loro risposta affermativa, se possiamo fare una foto con loro… uno sparisce immediatamente con due pedalate di bicicletta, mentre i rimanenti cominciano a blaterare qualcosa in danese indicando la limitrofa via “centrale”; ringraziamo e ce ne andiamo imboccando la via più “trendy” di questo agglomerato marittimo di casupole. Tra una foto per la caccia al tesoro e l’altra io estraggo il mio iPhone dalla tasca, scatto una foto e nel riporlo al sicuro all’interno dei miei jeans me lo faccio scivolare tra le mani… segue una scena degna di Paperissima, con il telefono che mi saltella tra i palmi nel vano tentativo di acciuffarlo, e che inesorabilmente colpisce il marciapiede rendendo inutilizzabile tutta la parte del tasto “home” e del connettore per il caricabatteria.

Cominciamo a domandare a tutti quelli che incontriamo se sono residenti e al quindicesimo “no” ci rendiamo conto che Skagen è una città fantasma tenuta in vita dai soli turisti =).

Finalmente incontriamo un baldo giovine dedito alla vendita di fagiolini e ciliege (buon abbinamento!) il quale alla nostra richiesta fotografica acconsente; secondo me non deve avere capito una mazza, ma l’improvviso accerchiamento da parte di 5 belle figliole non lo fa muovere di un millimetro.

Proseguiamo con il nostro giro per il centro, a un certo punto vedo sfilare per la via una Morgan, con alla guida una signora munita di cappello “da pilota” e guanti da corsa. Parcheggia di fronte al bar più “in” del paese e, da vera dama, si siete nel dehors del locale per gustarsi un buon aperitivo.
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Decidiamo di metterci alla ricerca di una delle tappe della caccia al tesoro: l’hotel! Chiediamo indicazioni al ragazzo dei fagioli + ciliege il quale ci indica semplicemente una direzione. Ci incamminiamo verso quel punto indefinito… chiediamo allora indicazioni anche a un signore anzianotto che sbracciandosi come un dannato ci dice letteralmente “oggander sen zig fazun melofen”…


… ringraziamo e ci allontaniamo un pochino perplessi. Incontriamo una simpatica vecchina tutta intenta a potare il suo rosaio; richiediamo indicazioni e nuovamente ci viene data una spiegazione a noi incomprensibile. Nonostante le fatiche riusciamo a giungere alla meta, fare la foto e raggiungere il resto del gruppo.
La gita prosegue con la visita guidata al Museo di Arte di Skagen, dove una simpatica 50enne molto preparata ci fa da guida mostrandoci le principali opere di autori danesi e svedesi presenti all’interno dell’edificio. Dal museo ricorderò l’odore… si, l’odore di farina mischiata al pesce che aleggia nell’aria attorno all’edificio.

P1010295Terminato il giro facciamo ritorno al pullman e veniamo successivamente scaricati nei pressi di una spiaggia. Qua ci imbarchiamo su un speciale carro trainato da un trattore con il quale ci dirigiamo verso il punto più a nord della Danimarca, dove il Mar Baltico e il Mare del Nord si incontrano. Qua tutto preso a farmi scattare una foto nella punta di spiaggia più punta che non si può vengo bagnato fino alle caviglie dai due mari… un ricordo anche questo =)

Per la cronaca alla caccia al tesoro siamo arrivati secondi, niente premio per noi… sarà per la prossima volta!

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venerdì, maggio 20, 2011

Efficienza Danese

Venerdì giornata di festa nazionale in terra danese. La giornata inizia per il meglio, un bel sole splendente, una fresca brezza… e il mio iPhone nella tazza del thè.

Con una mossa che nemmeno se ci avessi provato volontariamente per un centinaio di volte ce l’avrei fatta, sono riuscito a far finire il mio melafonino all’interno di una bella tazza di thè fumante con i seguenti risultati: sistema in surriscaldamento, schermo malfunzionante e tasti andati. Dopo diverse ore di disperazione mi ricordo di avere visto nei pressi dell’abitazione di Vale un negozio che reclamizzava “Riparazione di iPod, iPhone, iPad, MacBook, Computer, Consolle, ecc.” Peccato che tutti i negozi siano chiusi per la famigerata festa nazionale. Decido comunque, andando a fare jogging, e di passare a dare un’occhiata agli orari di apertura; con un certo stupore vedo tre persone in abiti da lavoro all’interno del negozio. Tre individui tatuati da testa a piedi e con dei bei “flash” ai lobi delle orecchie mi chiedono se ho bisogno di qualcosa. Spiego la situazione e in men che non si dica si mettono a smontare il mio telefonino. Da notare che sono le 16:30 circa (di un giorno festivo!); dopo avermi smontato e rimontato il dispositivo sotto agl’occhi per 3/4 volte sentenziano: scheda madre, processore, memoria e schermo funzionano ancora, tutto il resto è da cambiare. Si mettono a guardare su internet e mi informano che possono farmi avere i ricambi per venerdì, lunedì prossimo al massimo. Peccato che io debba proprio partire in quei giorni. Si mettono allora al telefono per rintracciare i pezzi da amici e colleghi della zona e mi richiedono di passare dopo un’oretta. Io decido allora di proseguire con il jogging, torno a casa, mi doccio e mi ripresento.

I ragazzi sono ancora li a lavorare sul dispositivo; dopo vari test, smontaggi e rimontaggi finalmente alle 20:30 mi riconsegnano il telefonino. Siamo tutti soddisfatti, pago il conto, e loro esaltati mi informano che stanno andando a una corsa di macchine… una corsa illegale di macchine, si perchè in Danimarca a quanto pare è illegale gareggiare ma non essere spettatori; pertanto nel caso dovesse arrivare la Polizia gli unici a finire nei guai sarebbero i piloti, mentre il pubblico e gli altri partecipanti possono andarsene a casa come se niente fosse.

Ringrazio i ragazzi di DinPcPartner per la professionalità e la disponibilità dimostrata.
Il giorno dopo il telefono mi è caduto per terra in strada mentre facevo una fotografia ed è saltata tutta la parte del connettore, ma questa è un’altra storia e ve la racconterò più tardi!

The Street

E infatti qualcosa da vedere c’è stato già giovedì sera! A furor di popolo è stato deciso che era ora che io vedessi la famosa “Street”. Ci dirigiamo pertanto a fare un warm-up in un locale molto carino nei pressi della meta prescelta: Viva la Revolucion.

Nascosto nel cortile di un condominio entriamo in una mega porta blindata dove dietro si cela una ripida scala che ci porta nel cuore del locale. Tutto in legno e con un’ambientazione molto calda, veniamo accolti dalla musica di una band di jazzisti, che a suon di batteria, contrabbasso, chitarra e tastiera ci fanno immergere immediatamente nella situazione. Rimaniamo li all’incirca un’oretta o più a chiacchierare con amici e studenti internazionali.

P1010155Viene finalmente l’ora della “Street”! Nel cuore pulsante della città di Aalborg sorge infatti un’intera via dedicata ai locali notturni, dove a suon di musica, cocktail e prezzi, si contendono la scalmanata folla di studenti e residenti bramosi di divertimento. Entriamo immediatamente al Das Bier Bar, una birreria in tipico stile bavarese, dove biondone in abiti tradizionali servono pinta da un litro di birra appena spillata. L’atmosfera è molto festaiola: si beve, si canta e si balla direttamente sul bancone; se si è fortunati si può anche avere la possibilità di ballare assieme ad una delle bariste, che senza battere ciglio bevono all’asse gli shottini con i clienti che glieli offrono.

Stufi di birra e di musica tirolese in versione tecno-trash, ci riversiamo nella street, dove è ormai satura di gente.

Ci spostiamo di qualche metro per entrare al Mr. Nielsen; da notare che tutti i locali sono provvisti di propri addetti alla sicurezza, i quali non fanno selezione, ma impediscono solamente alle persone già visibilmente sbronze di entrare nel locale e mantengono l’ordine permettendo uno svolgimento pacifico della serata al resto della massa.

Mr. Nielsen rimane un locale meno “pittoresco” rispetto al Das Bier Bar, ma la musica internazionale e la presenza di molti studenti lo rendono una meta fissa per molte persone. Rimaniamo per un tempo impreciso all’interno del locale, durante il quale incontro un paio di ragazzi in bagno che dichiarano che hanno appena visto uscire il “ragazzo che fa il figlio di Orazio Kayne in CSI Miami”… verità? Allucinazioni? Scambio di persona? Questo rimarrà un dubbio che mi porterò per gli anni a venire…

Piccolo commento riguardo alla famigerata Street. Mettendo tutti i locali di maggiore “disturbo” all’interno della stessa via ha fatto in modo che il resto della città sia alquanto tranquillo durante i week end. Da notare inoltre che si possono vedere in continuazione gruppi di poliziotti che passeggiano per la strada, in una continua attività di controllo e di sicurezza. La Street non ha case, è una via unica di locali su più piani, ed è in piena zona commerciale a pochi passi da una delle vie dello shopping della città… mica stupida come scelta no?

giovedì, maggio 19, 2011

Day 1

Stamattina prima spedizione da “turista” nella ridente cittadina di Aalborg. Destatomi dal sonno e resomi conto dell’assenza di Vale (di nuovo in biblioteca), mi doccio, saluto 2 delle sue 4 coinquiline e finalmente faccio colazione.

DSCF6524E’ ora di andare a fare un giro! Esco di casa e ricordando il tragitto fatto ieri dalla fermata del pullman, mi dirigo immediatamente verso la “via dello shopping”. Una zona molto carina, piena di negozi di ogni genere e prodotto, dai grandi marchi (H&M, Marlboro Classic) ai negozietti e caffetterie tipiche.

foto 1Io da buon italiano mi fermo da Barosso, un “cafè italiano” in tipico stile Starbucks; ordino un caffè e latte e dopo un paio di minuti mi viene servita la mia bevanda calda in un bicchiere più grande di quello in cui solitamente preparo i cocktail in discoteca.

Mi siedo a uno dei tavolini liberi nel dehors e mi metto a osservare… è un continuo via-vai di persone. Noto immediatamente un sacco di coppie veramente giovani con tanto di passeggino e bambino in fasce a bordo, si vede che qui il welfare funziona alla grande! Noto anche le tipiche bionde nordiche, e si… si vede che qui Madre Natura funziona alla grande!
foto 2Finita la tanica di caffè e latte mi metto a fare due passi per questo incantevole centro cittadino. Le palazzine e le costruzioni sono in tipico stile nordico, addirittura le banche sono delle opere architettoniche. Vale mi manda un sms, “20 minuti da Nadia’s sandwich”.
Appena la incontro le rivelo che ho intenzione di cambiarla con una danese nuova di pacca…

Conosco una sua nuova compagna di università e finalmente facciamo ingresso da Nadia’s. Nel caso doveste mai finire ad Aalborg foto 4vi consiglio di farci un salto, ce ne sono ben 4 in tutta la città e servono delle baquette farcite che sono la fine del mondo! Per 45 DKK (poco più di 6€) mi sono fatto un panino farcito con: pollo, bacon, insalata, pomodoro e salsa chilli… una cosa a dir poco favolosa. Compresa nel prezzo c'era anche l’acqua: l’etichetta riportava una scritta in danese che a leggerla sembrava indicare “aromatizzata naturalmente”; e infatti mica mi ero sbagliato, aveva un naturalissimo aroma di acqua… al mirtillo!

Terminato il lauto pranzo e io Vale ci dirigiamo verso il fiordo (eh si perchè non è un fiome, ma un fiordo!) dove posso ammirare un’opera ingegneristica che assomiglia del tutto (o quasi) a un progetto che ho sempre avuto in mente ma che non sono mai riuscito a mettere su carta a causa delle mie limitate conoscenze tecniche e fisiche.

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Proseguiamo la nostra passeggiata incontrando vecchietti a pesca, mamme in bicicletta con bici a seguito e giovani fanciulle avvenenti del luogo.

E chissà cosa ci sarà ancora da vedere…?!